Copyright

Tutti i diritti di testi e immagini contenuti nel presente sito sono riservati secondo le normative sul diritto d'autore. In accordo con queste è possibile utilizzare il contenuto di questo sito solo ad uso personale e non commerciale, avendo cura che il testo e/o le fotografie non siano modificati in alcun modo. Non è consentito alcun uso a scopi commerciali.

Visualizzazione post con etichetta blog. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta blog. Mostra tutti i post

lunedì 23 novembre 2015

Esiliato sulla terra









Cari lettori,
ricordate il mio romanzo fantasy (ma un fantasy atipico però, come amo dire io) Esiliato sulla Terra uscito ad Aprile 2014?

Oggi ne parlo sul blog di Codcast :)

Per gustarvi l'articolo, correte al link http://blog.codcast.it/blog/esiliato-sulla-terra/


Buona lettura!




venerdì 24 ottobre 2014

Giveaway Notti senza luna



Indetto il primo giveaway dalla mia pagina Facebook Flavia Cantini Filmaker e Scrittrice

In occasione di Halloween, seguendo un semplice regolamento, si può tentare di vincere una copia autografata del mio romanzo Notti senza luna (Vol.I)

Cosa state aspettando?

Cliccate sul link:  Giveaway

e tentate la fortuna!

Estrazione il 3 novembre alle 21



Ecco il premio:






Stay tuned!




venerdì 4 luglio 2014

Prologo di Esiliato sulla Terra




Ecco il prologo con cui inizia il mio fantasy Esiliato sulla Terra:




“… Dalle limpide acque della Fontana del Tuono sorgerà il nome del vostro Re… 
il Re concessovi dagli dei regnerà su di voi dopo aver sopportato l’esilio in un altro Mondo, solo e disperso…
Felice sorte al Re che tornerà vittorioso dalla Prova e, così facendo, assicurerà un lieto futuro all’amato popolo…
Ma dannato sia il Re che non tornerà, che si perderà durante l’esilio!
 Egli condanna il popolo alla rovina e al pianto…”.

Così parlarono gli oracoli degli dei agli inizi del Tempo.








Stay tuned!








venerdì 23 maggio 2014

Presentazione pubblica Esiliato sulla Terra




La prima presentazione pubblica del mio nuovo romanzo fantasy "Esiliato sulla Terra" si terrà il giorno 5 Giugno alle ore 16.30 a Cairo Montenotte, provincia di Savona.





Stay tuned!




martedì 6 maggio 2014

I romanzi e racconti di Flavia Cantini



Ho pensato di riunire in questo post le copertine di tutti i miei romanzi e racconti che sono stati pubblicati fino ad oggi, una carrellata per fare un po' il punto della situazione attuale :)





ROMANZI



 2011




 2012




 Ebook 2014




 2013





 2014




ANTOLOGIE CON MIO RACCONTO PRESENTE:




 2014





 2010




 2013




BREVI RACCONTI



 2010




 2014


giovedì 24 aprile 2014

Nuovo romanzo Flavia Cantini










E' con molto piacere che segnalo l'uscita del mio nuovo romanzo fantasy dal titolo "Esiliato sulla Terra" edito da David and Matthuas Edizioni, 2014.

Scritto nel 2010, finalmente ha visto la luce!

Spero che questa storia possa coinvolgere il lettore così come ha coinvolto me nel scriverla.


Stay tuned!






domenica 12 gennaio 2014

Storia di un Collegio


Segnalando l'uscita del mio nuovo romanzo "Storia di un Collegio" anche in versione ebook su stores quali Inmondadori.it, Ultimabooks.it, Bookrepublic.it, riporto la pagina iniziale della storia:


"Il cielo è terso, ormai è primavera e il clima si fa, giorno dopo giorno, più tiepido e piacevole; siedo nel giardino di fronte a casa tra sentieri di fiori e alberi secolari, con in testa mille pensieri e, mentre lo sguardo si perde a rincorrere le nuvole di forme sempre diverse, sorseggio una tazza di tè verde e ancora non riesco a crederci: sono libero, sono sopravvissuto, sono a casa, finalmente.
Sono passati parecchi anni ma la mia mente è ancora ferma a quel tempo, a quel periodo in cui vissi un’esperienza che avrebbe potuto annientarmi per sempre.
Da allora, non ho mai amato tanto la casa, le piccole cose, il semplice fatto di poter disporre della propria esistenza e della libertà perché io, queste cose, stavo per perderle davvero tempo fa, quando, studente universitario, mi ritrovai in una spirale micidiale la cui morsa si faceva sempre più stretta, attimo dopo attimo.
Io soltanto posso raccontarlo, adesso; troppi hanno pagato per una follia, troppi stanno pagando e pagheranno ancora.
I ricordi sono lontani, sbiaditi ma ancora capaci di scuotere il mio animo durante le notti insonni in cui rivedo quei momenti, quei volti, quei luoghi e sento il peso della responsabilità (che forse c’è oppure no).
Immagini di quel periodo tornano a tormentarmi nelle occasioni più improbabili e, allora, capisco che mai niente finisce del tutto, capisco che una parte del mio cervello non è mai tornata indietro con me ma si è fermata in quel luogo ed è pronta a ricordarmelo, caso mai le nuove esperienze della vita mi avessero permesso di dimenticare.
Mi rendo conto che sarò sempre quel ragazzo, rivivrò sempre in quel luogo, sentirò sempre quelle voci, per quanto il mio io si ribelli e rivendichi l’oblio in cui dovrebbero cadere le esperienze negative dopo il riscatto.
E’ vero, ho detto esperienze negative non ciò che ho vissuto che, invece, è impossibile da dimenticare.
Respiro la profumata brezza primaverile, sento il tepore del sole sul viso, osservo il placido e variopinto volo delle farfalle e, sì sono pronto, posso raccontare, posso finalmente far uscire dal silenzio quello che ho vissuto: ero soltanto uno studente in cerca di alloggio, ora sono un sopravvissuto che non può dire il suo nome.

E qui inizia la mia Storia di un collegio."


Stay tuned!


© Flavia Cantini

sabato 30 novembre 2013

Storia di un Collegio disponibile su ilmiolibro.it



E' con piacere e soddisfazione che segnalo che il mio nuovo romanzo, Storia di un Collegio, è da oggi ufficialmente disponibile (cartaceo e ebook) su ilmiolibro.it all'indirizzo 



http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=1037691





Stay tuned!











© Flavia Cantini

martedì 26 novembre 2013

Ecco il romanzo: Storia di un Collegio




Ed ecco che è arrivato il mio nuovo romanzo "Storia di un Collegio"












Presto disponibile online su ilmiolibro.it e circuito Feltrinelli.

Stay tuned!




© Flavia Cantini

lunedì 18 novembre 2013

Storia di un Collegio




Questo è Storia di un Collegio in poche righe:




"Nicola, studente al primo anno di Università, si trova di fronte al problema dell’alloggio: dopo aver compiuto una vana ricerca, ripiega infine su un collegio a conduzione religiosa, isolato in collina.
La rigidità delle regole, gli sguardi ambigui dei frati, i corridoi bui, la struttura imponente e solitaria… C’è qualcosa in quell’ambiente che, da subito, non convince Nicola.
L’amicizia con altri due ragazzi e le indagini improvvisate porteranno, piano piano, alla luce sospetti sempre più inquietanti e la serenità di Nicola sarà gravemente turbata ogni giorno di più.
Cosa nasconde il collegio/convento? Può la semplice permanenza in una struttura per studenti universitari trasformarsi in un incubo?
E, soprattutto, come mai soltanto Nicola, ormai adulto, può narrarci questa storia, premettendo però che non potrà mai più usare il suo vero nome?"



© Flavia Cantini
                                                                    


sabato 16 novembre 2013

Booktrailer Storia di un collegio di Flavia Cantini




Ecco che vado a presentarvi il booktrailer del mio nuovo romanzo drammatico "Storia di un Collegio".

Continuate a seguirmi per tutti gli aggiornamenti :)


© Flavia Cantini

venerdì 15 novembre 2013

Storia di un Collegio



Uscirà presto disponibile online su ilmiolibro.it (continuate a seguire il blog per gli aggiornamenti) un mio romanzo drammatico.

Queste sono le due righe di presentazione che ho pensato possano rendere l'idea del romanzo intitolato "Storia di un Collegio":

"Hai mai pensato che anche nelle situazioni apparentemente più normali si possa nascondere un mistero terribile? No? Questa storia ti farà cambiare idea. Sì? Questa storia confermerà le tue ipotesi."


Per ora vi lascio con questa frase e con le caratteristiche tecniche del volume:

Narrativa
1a edizione 11/2013
Formato 15x23 - Copertina Morbida - bianco e nero
102 pagine


Inoltre segnalo che il volume è già fin da ora acquistabile contattando me direttamente.


Al prossimo aggiornamento,

Flavia Cantini


lunedì 11 novembre 2013

Scritto sotto la guida dell'ispirazione: "Inverno"




Sembra essere arrivato l'inverno e l'ispirazione mi ha colto per scrivere, di getto, questa riflessione sul mio rapporto con questa stagione che amo definire magica.




"Sono figlia del vento del nord,
sono figlia del pallido sole che d'inverno lesto sparisce all'orizzonte,
sono figlia di gialle foglie cadenti,
della nebbia, del ghiaccio e del freddo.

Sono figlia delle lunghe notti stellate,
dell'acqua fredda dei torrenti montani,
delle lattiginose giornate uggiose, 
di un sole discreto e appartato.

Appartengo ai precoci tramonti invernali,
a lente, magiche sere d'autunno,
al fuoco di un camino,
al silenzio di borghi innevati.

Rari e pallidi Figli dell'Inverno,
l'incubo estivo è lontano,
siamo figli di una magica stagione
tutta per noi e per i nostri sogni"


© Flavia Cantini

martedì 5 novembre 2013

Solitudine


Un tema a me caro, poichè lo trovo controverso, piacevole e spiacevole allo stesso tempo, è sempre stato quello della Solitudine.

Ecco come immaginai la Solitudine in un breve scritto del 2002.


"Un giorno insignificante, un giorno qualsiasi, la solitudine bussò alla mia porta.
Aprii.
Indossava abiti grigi, mi guardava con aria malinconica e non riusciva a fissarmi negli occhi, quasi si sentisse in dovere di scusarsi della propria esistenza.
Dopo pochi istanti, prese fiato, si schiarì la voce e disse: Seguimi. Andremo lontano.
La seguii.
Camminammo tra pianure deserte e oscure, tra foglie morte e alberi caduti.
Non parlava e io non osavo fare domande.
Dopo un tempo imprecisato, dopo notti buie e lamentose e giorni strappati alla luce da una fitta nebbia velata di malinconia, arrivammo ad una capanna.
Una persona sedeva all'ingresso, smarrita.
La solitudine le parlò così: Tu hai finito qui. Torna al mondo.
La solitudine mi indicò una sedia: Starai qui per un po'.
Mi sedetti ed essa scomparve nel silenzio.
Di giorno guardavo le nuvole e di notte le stelle, uniche compagne in quel silenzio senza fine.
Poi, al tramonto di un giorno come tanti, improvvisamente la solitudine tornò: Il tuo tempo qui non è ancora terminato. Ma ti giuro che terminerà.
Sperai con tutto il cuore che fosse veramente così."



© Flavia Cantini

domenica 27 ottobre 2013

"Prigioniero di un altro"



Nel 2009 ho partecipato al concorso "Granelli di Parole" indetto dalla Casa Editrice Kimerik e il mio racconto breve, Prigioniero di un altro fu selezionato e inserito nell'Antologia del concorso, dal titolo "Racconti di autori italiani" 2010.


Di seguito, vi posto la prima parte del racconto.




“La torcia, oddio la torcia! Non posso averla dimenticata, dannazione!”.
Lorenzo frugò nelle tasche del giubbotto con un certo nervosismo, non volendo neppure immaginare di aver dimenticato la cosa più importante in quella notte senza luna.
Ma, un istante dopo, un rigonfiamento nella tasca sinistra fece tirare un sospiro di sollievo al ragazzo che, subito, afferrò la torcia e, con un misto di ansia e timore, si decise a percorrere il vialetto lastricato che dal marciapiede conduceva ad una vecchia villetta abbandonata all'estrema periferia della città.
Quella villetta, dall'intonaco verde acqua, con i balconi di marmo, circondata da un parco dove, ormai, le piante crescevano selvagge, aveva sempre attirato lo sguardo di Lorenzo e popolato i suoi sogni e i suoi incubi.
Lorenzo, da quando riusciva a ricordare, era sempre stato ossessionato da quella villetta e, da bambino, aveva trascorso interi pomeriggi, nascosto dietro i cespugli, a fissare quelle finestre, quei balconi così severi e neanche troppo belli, quella facciata verde acqua e a chiedersi come mai quell'edificio attirasse così tanto la sua attenzione da sognarlo anche di notte.
Quante volte il ragazzo si era svegliato di soprassalto la notte dopo aver sognato di trovarsi dinnanzi a quella villetta e di non essere più capace di muoversi, tanto era il fascino pericoloso emanato da quella costruzione, quante volte aveva urlato nel cuore della notte per aver visto, in sogno, la villetta bruciare e aver desiderato di gettarsi nel fuoco per non abbandonare quei muri ma seguirli anche nella fine, quante volte, tornando da scuola, aveva rallentato il passo dinnanzi al cancello della villa e aveva spiato oltre la siepe, tormentato dal desiderio di vedere, di osservare, di carpire ogni segreto di quell'edificio.
Gli anni trascorrevano, Lorenzo cresceva ma l’ossessione per quella villetta, che neanche lui era mai riuscito a spiegarsi, non accennava a diminuire e il giovane ormai conosceva a memoria ogni cosa riguardo quell'abitazione, compresi gli inquilini che si erano avvicendati negli anni.
L’ultimo era stato un vecchietto che, nonostante dovesse essere ricco per poter permettersi una simile dimora, trascorreva tutto il giorno in solitudine nel parco della villa a curare le piante e mai era stata data una festa in quella sontuosa abitazione da quando l'anziano signore ne aveva preso possesso.     
Chi avesse abitato in quella villa negli anni a venire, era cosa sconosciuta a Lorenzo: il ragazzo era andato a studiare fuori città e si era ripromesso di non rivolgere più il pensiero a quella dimora che aveva cominciato ad inquietarlo non poco, calamitando il suo sguardo e i suoi pensieri nel corso del tempo.
Ma, ora, in quella fredda sera di novembre, mentre spirava un venticello freddo e piccole gocce d’acqua già calavano sulla città, Lorenzo non aveva più saputo resistere e si era finalmente deciso ad affrontare il “mistero” di quella villetta che non vedeva da più di un anno, ormai.
E ora che il giovane camminava, con circospezione, lungo il vialetto che conduceva alla villa, si rendeva sempre più conto che era come se qualcosa volesse attirarlo all'interno di quella dimora e che per lui non era possibile distogliere lo sguardo da quei muri, da quelle colonne dinnanzi al portone, da quei balconi.
Respirando profondamente, Lorenzo si avvicinò al portone ormai sfondato e, così da vicino, si rese conto che ormai la villa versava in uno stato di abbandono totale; con attenzione e cercando di illuminare il cammino con la torcia, il giovane salì i pericolanti scalini che conducevano al portone e, senza più esitare, varcò la soglia facendosi strada tra mille detriti.
La debole luce della torcia, vinta ad una lotteria, a fatica permetteva a Lorenzo di vedere dove metteva i piedi; il ragazzo, dopo aver dato una sommaria occhiata a quello che, una volta, doveva essere l’ingresso (e ora ingombro di detriti, sedie rovesciate a terra, polvere ovunque, vecchi candelabri e soprammobili  in pezzi), svoltò a destra e si ritrovò in una camera non molto grande ma che sembrava essere stata finemente arredata.
Prima che Lorenzo potesse dirigere la torcia in ogni angolo per ispezionare meglio il posto dove si trovava, un camion passò accanto alla villa, nella strada di fronte, e, il fascio di luce dei fanali, illuminò, per un istante, a giorno la stanza e al giovane, inorridito, apparve davanti agli occhi, accanto all’armadio, la sagoma di un oggetto (dalla sagoma inconfondibile) che non poteva essere altro che una lapide; e su di essa sembrava scritto un nome con caratteri gotici e di colore rosso sangue, il nome di un ragazzo: Luigi.
E, non appena Lorenzo, scosso, puntò la torcia in ogni angolo della stanza per rendersi conto di dove si trovasse, vide che quella era stata proprio la camera da letto di un ragazzo: tra i detriti e la polvere si scorgevano ancora vecchi poster che penzolavano ormai dai muri, un pallone solitario e sgonfio, vecchie automobiline da collezione su una mensola corrosa dai tarli e una cornice a terra con una foto, ormai sbiadita, di un giovane che sorrideva in tenuta da calcio.
Lorenzo, che cominciava a sentire qualche brivido, si decise a puntare la torcia nell’angolo in cui, poco prima, aveva scorto la lapide e, con grande sgomento e sorpresa, vide che, in realtà, non vi era nessuna lapide.
Il giovane, a quella scoperta,  non sapeva se sentirsi sollevato oppure angosciato e la risposta a questo dilemma gli venne poco dopo quando cominciò a sentire sinistre voci e sadiche risate turbinare tutt’intorno a sé e la paura lo assalì con la sua gelida morsa.
Lorenzo girò sul rotondo più volte nel tentativo di individuare il punto esatto da dove provenivano quelle sadiche e infernali risate ma tutto fu inutile perché le voci e le risate sembravano riecheggiare ovunque.
Poi, a paralizzare del tutto il ragazzo nel cuore della notte in quella villa abbandonata, giunse, come un’eco lontano, una lugubre cantilena cantata da una voce di ragazzo: “Di nuovo nel mondo…Ma non con il mio corpo”.
Questa lugubre e misteriosa cantilena sembrava venire da lontano, da un punto imprecisato e, sebbene debole e distante, provocò, per le sue parole sibilline, un’angoscia terribile in Lorenzo che, seduta stante, decise di allontanarsi da quella stanza; prima di uscire dalla villetta, però, vinto dalla curiosità, il giovane fece un rapido giro delle altre stanze del pianterreno e, con sgomento, vide che, nonostante il disordine, i detriti e la polvere, tuttavia la villa sembrava essere stata abbandonata da poco e all'improvviso, come se i proprietari fossero svaniti nel nulla.
Tutti gli elettrodomestici, i divani, i televisori, tutto c’era ancora e il giovane notò, persino, sul tavolo della cucina, una scatola di caffè e una bottiglia d’acqua.
Perplesso e ancora turbato dalle enigmatiche parole della cantilena, il giovane, alle prime luci dell’alba, uscì di fretta dalla villa e, una volta arrivato nel vialetto, si scrollò di dosso la polvere e con essa immaginò di scrollare via da sé anche quella sinistra esperienza.
Frastornato e confuso, Lorenzo uscì dal parco della villa chiudendosi dietro il pesante cancello, che gli ubbidì a fatica con sinistri cigolii, e, prima di mettere piede sul marciapiede, il giovane rimase ancora qualche istante immobile con la mano aggrappata alle inferriate ormai coperte di ruggine.
Tutto ad un tratto sentì avvicinarsi di corsa, un gruppetto di persone alle prese con il primo jogging mattutino, tre ragazzi e due ragazze che, non appena passarono accanto a lui, dopo averlo squadrato con occhi attoniti, gli dissero in coro: “Ciao Luigi, ma sei qui?”.
Lorenzo non ebbe neppure il tempo di reagire che subito i giovani, ancora più confusi, mormorarono tra loro “Ah, no! E’ un altro ragazzo!” e continuarono la loro corsa."......


© Flavia Cantini

venerdì 25 ottobre 2013

Come nasce un mio racconto/romanzo



In questo post voglio rendere partecipe il lettore di come nasca il mio atto creativo.


Innanzitutto mi lascio guidare dall'ispirazione che può manifestarsi sotto forma di un'idea che ritorna più volte, un flash, un'immagine, una frase che mi balena in testa all'improvviso, il nome di un personaggio, una vicenda reale o fantastica. 
E basta questo primo elemento, anche se minimo, a far nascere in me il desiderio di dare vita a una nuova storia che porti dentro sé questa base. 
Inizia dentro di me un'attenta riflessione, un continuo flusso di pensieri (che lascio più che altro liberi di associarsi in maniera autonoma e imprevedibile, quasi da flusso di coscienza) che mi portano, piano piano, a mettere insieme la struttura portante del nuovo racconto e/o romanzo. 
Allora, una volta raccolto e visualizzato tutto il materiale necessario (idea di fondo, trama principale, eventuale sottotrama, protagonista, personaggi principali e secondari...) inizio a scrivere seguendo a grandi linee una scaletta (da cui però, in corso d'opera, posso anche distaccarmi se le esigenze della storia si incanalano in modo imprevisto). 
E la scrittura avviene quasi da sé, mi sento il tramite della storia e dei personaggi, sento come se fossero loro a dirigere gli eventi e il mio atto creativo, è come se tutto fosse già nella mia mente e io dovessi soltanto permettergli di vivere trasponendolo su carta. 
L'ispirazione per me è fondamentale, è la mia guida e per stimolarla penso molto, fantastico, sogno ad occhi aperti, mi guardo attorno, osservo con attenzione ciò che accade, le persone, ascolto ripetutamente la musica, leggo tantissimo, rifletto e appunto ogni sensazione o minima idea che mi sovvenga.


© Flavia Cantini

lunedì 21 ottobre 2013

Il romanzo incompiuto


Penso che quasi ogni scrittore abbia, da qualche parte, il suo romanzo incompiuto.

Io, il mio romanzo incompiuto, Incubo, lo scrissi nel 2006, a diciotto anni.
Non avevo intenzione di lasciarlo incompiuto ma così è stato, sono arrivata poi ad un certo punto della trama e ho scoperto che doveva terminare lì, che c'era qualcosa, appunto, d'incompiuto, e che quella storia avrebbe avuto il suo finale, sì ha un finale, ma la parte centrale sarebbe rimasta per metà non terminata.


Un romanzo su un tema difficile, la follia, la pazzia, un romanzo che mi è sgorgato da dentro di getto, così, nell'estate 2006 e che portavo avanti in pomeriggi solitari in un casolare di campagna perché mi trovavo a mio agio a scrivere là, sola con la natura e il silenzio.


Un romanzo in cui io era il tramite del protagonista, io ero la penna attraverso cui, quel protagonista che sentiva salire la follia dentro sé, si raccontava al mondo che non riusciva a comprenderlo.
Un romanzo scritto quasi sotto dettatura, a tinte forti, un romanzo folle, appunto.


La mia prima prova di scrittura, una palestra, il momento in cui, per la prima volta, la mia vena creativa è sfociata nella narrativa e ho capito che, da lì in poi, avrei scritto narrativa.


© Flavia Cantini