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martedì 5 novembre 2013

Solitudine


Un tema a me caro, poichè lo trovo controverso, piacevole e spiacevole allo stesso tempo, è sempre stato quello della Solitudine.

Ecco come immaginai la Solitudine in un breve scritto del 2002.


"Un giorno insignificante, un giorno qualsiasi, la solitudine bussò alla mia porta.
Aprii.
Indossava abiti grigi, mi guardava con aria malinconica e non riusciva a fissarmi negli occhi, quasi si sentisse in dovere di scusarsi della propria esistenza.
Dopo pochi istanti, prese fiato, si schiarì la voce e disse: Seguimi. Andremo lontano.
La seguii.
Camminammo tra pianure deserte e oscure, tra foglie morte e alberi caduti.
Non parlava e io non osavo fare domande.
Dopo un tempo imprecisato, dopo notti buie e lamentose e giorni strappati alla luce da una fitta nebbia velata di malinconia, arrivammo ad una capanna.
Una persona sedeva all'ingresso, smarrita.
La solitudine le parlò così: Tu hai finito qui. Torna al mondo.
La solitudine mi indicò una sedia: Starai qui per un po'.
Mi sedetti ed essa scomparve nel silenzio.
Di giorno guardavo le nuvole e di notte le stelle, uniche compagne in quel silenzio senza fine.
Poi, al tramonto di un giorno come tanti, improvvisamente la solitudine tornò: Il tuo tempo qui non è ancora terminato. Ma ti giuro che terminerà.
Sperai con tutto il cuore che fosse veramente così."



© Flavia Cantini

mercoledì 24 ottobre 2012

Selene e la Solitudine

Molti tra coloro che mi hanno finora intervistato e parecchi lettori hanno riscontrato che uno dei temi principali dei due volumi di "Notti senza luna" è la solitudine.
Confermo e mi fa piacere che ciò sia emerso poiché  mentre scrivevo, desideravo appunto riflettere su questo particolare stato dell'esistenza senza dubbio molto sfaccettato.

Selene è "l'eroe solitario", tutti i Combattenti sono destinati ad agire in solitudine e a non condividere la loro responsabilità con nessuno, il mentore di Selene è un anziano prozio eremita, l'angelo del Bene appare "distante" e innavicinabile nella sua (quasi) perfezione.

Personaggi soli, ognuno con una solitudine diversa, chi cercata e chi subita.

La solitudine può essere piacevole se desiderata, magari dopo giornate frenetiche e a tu per tu con troppe persone, la solitudine è meditazione, vette incontaminate, boschi secolari, prati assolati, spiagge deserte al tramonto...

Di contro, è un buco nero, un silenzio dell'anima, il momento buio a tu per tu con se stessi e con i pensieri che, lasciati a briglia sciolta, conducono in un vortice di domande da cui risulta difficile uscire.

La Solitudine, una parola, mille aspetti; qualcosa che io cerco di indagare attraverso i miei scritti e i miei personaggi che portano il peso di quest'enigmatica condizione.

Vi invito inoltre a visionare il corto che ho dedicato al tema della solitudine  il primo, speriamo, di una lunga serie; un corto non tecnico, lo capisco, girato senza attrezzatura ne staff ma ciò che importa è il tema, la riflessione sulla Solitudine esistenziale.

Corto: Prigione di silenzio

L'autrice

martedì 8 novembre 2011

La solitudine dell'eroe

Il personaggio di Selene, protagonista e eroina della saga fantasy da me ideata con il primo volume ora in commercio "Notti senza luna", è fondamentalmente un personaggio solo, solitario, la sua vita e anche la sua Missione sono imperniate di solitudine.


Selene è sempre stata sola seppur inserita in un contesto ricco (purtroppo) di altre persone (la maggioranza delle quali, in realtà demoni); soltanto lei con se stessa, nelle sue paure, nei suoi dubbi, nelle sue gioie, sempre sola.


Incompresa, anche, e osteggiata ma è difficile per i comuni mortali capire la grandezza e i tormenti interiori di un eroe e lei è un eroe, è l'eroina della mia trilogia, da lei dipende (in parte certo ma pur sempre dipende) il trionfo del Bene sul Male.


La solitudine non è mai facile, sia che si presenti come "esistenziale" (uno stato dell'anima, il sentirsi soli in mezzo alla folla quando, comunque, si hanno rapporti e contatti con altri) sia che si presenti come solitudine "vera e propria" cioè l'essere lasciati a se stessi, non poter intrattenere rapporti con nessuno, essere isolati.


Riflettendo sul personaggio di Selene e rileggendo gli altri due romanzi da me già scritti ma ancora inediti e i vari racconti brevi, ho notato che la Solitudine è il tema ricorrente nei mie lavori, è lo sfondo, in forme diverse compare sempre e comunque in tutto ciò che scrivo sia per narrazione che per video.


Ho scoperto così il filo conduttore principale che lega, in qualche modo, tutti i miei lavori: il personaggio, il protagonista, l'eroe è solo, in un senso o nell'altro; è incompreso, si trova nel drammatico momento del "tu per tu con se stessi".


Tornando infine alla saga di Selene, chi ha già letto il primo volume, potrà forse obiettare che la presenza di Devin, in qualche modo, scalfisce la solitudine di Selene.
Ma non credo sia così perchè, seppur in quel modo sereno e distaccato che potremmo quasi definire Nirvana, anche lui è solo, solo in una solitudine che più non gli pesa, in una dimensione che non concepisce la solitudine come fa invece l'umana Selene, eppure Devin è solo.


E, senza anticipare nulla, certamente su questo tema, il secondo volume (ora in lavorazione) non smentirà il primo.


E chissà, forse un giorno, se un pubblico anche minimo si raggrupperà intorno a me, anche gli altri due romanzi saranno editi e potremmo confrontarci insieme su questa caratteristica comune dei miei eroi.


Al prossimo post,
l'Autrice