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Visualizzazione post con etichetta demoni. Mostra tutti i post
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martedì 3 luglio 2012

Il demone Larck

Ecco, per gli appassionati della mia trilogia, il personaggio che, a detta di molti, più ha affascinato il lettore. Gentilmente e con maestria disegnato da EvelynStorm Scrittrice (che trovate su Facebook) che ringrazio :)



martedì 8 novembre 2011

La solitudine dell'eroe

Il personaggio di Selene, protagonista e eroina della saga fantasy da me ideata con il primo volume ora in commercio "Notti senza luna", è fondamentalmente un personaggio solo, solitario, la sua vita e anche la sua Missione sono imperniate di solitudine.


Selene è sempre stata sola seppur inserita in un contesto ricco (purtroppo) di altre persone (la maggioranza delle quali, in realtà demoni); soltanto lei con se stessa, nelle sue paure, nei suoi dubbi, nelle sue gioie, sempre sola.


Incompresa, anche, e osteggiata ma è difficile per i comuni mortali capire la grandezza e i tormenti interiori di un eroe e lei è un eroe, è l'eroina della mia trilogia, da lei dipende (in parte certo ma pur sempre dipende) il trionfo del Bene sul Male.


La solitudine non è mai facile, sia che si presenti come "esistenziale" (uno stato dell'anima, il sentirsi soli in mezzo alla folla quando, comunque, si hanno rapporti e contatti con altri) sia che si presenti come solitudine "vera e propria" cioè l'essere lasciati a se stessi, non poter intrattenere rapporti con nessuno, essere isolati.


Riflettendo sul personaggio di Selene e rileggendo gli altri due romanzi da me già scritti ma ancora inediti e i vari racconti brevi, ho notato che la Solitudine è il tema ricorrente nei mie lavori, è lo sfondo, in forme diverse compare sempre e comunque in tutto ciò che scrivo sia per narrazione che per video.


Ho scoperto così il filo conduttore principale che lega, in qualche modo, tutti i miei lavori: il personaggio, il protagonista, l'eroe è solo, in un senso o nell'altro; è incompreso, si trova nel drammatico momento del "tu per tu con se stessi".


Tornando infine alla saga di Selene, chi ha già letto il primo volume, potrà forse obiettare che la presenza di Devin, in qualche modo, scalfisce la solitudine di Selene.
Ma non credo sia così perchè, seppur in quel modo sereno e distaccato che potremmo quasi definire Nirvana, anche lui è solo, solo in una solitudine che più non gli pesa, in una dimensione che non concepisce la solitudine come fa invece l'umana Selene, eppure Devin è solo.


E, senza anticipare nulla, certamente su questo tema, il secondo volume (ora in lavorazione) non smentirà il primo.


E chissà, forse un giorno, se un pubblico anche minimo si raggrupperà intorno a me, anche gli altri due romanzi saranno editi e potremmo confrontarci insieme su questa caratteristica comune dei miei eroi.


Al prossimo post,
l'Autrice

venerdì 23 settembre 2011

I demoni "normali cittadini"

Notti senza luna parla di un paese, il paese natio della protagonista Selene, infestato da demoni colonizzatori intenzionati a estinguere il genere umano per diventare loro stessi razza dominante sulla Terra.
Infatti, ogni singolo borgo, paese, città, metropoli del mondo è infestata da questa specie del male.


Ed entra in gioco la lotta tra il bene (il ruolo di Combattente sotto il cui segno è nata Selene) e il male (i demoni), la lotta tra luce e ombra, la lotta strisciante che si svolge tutti i giorni sotto gli occhi dei cosiddetti "innocenti", gli umani che non riescono a rendersi conto di quanto stia accadendo, gli umani che non sanno riconoscere i demoni aldilà delle fittizie spoglie umane.


Demoni che agiscono in sordina, camuffati da "normali cittadini": i demoni sono insegnanti, negozianti, professionisti, amici, vicini di casa, colleghi di lavoro, compagni di classe... insomma, davvero "persone" normali all'apparenza e agli occhi facilmente ingannabili degli umani che non possono sapere.


E questo è il male.


Poi, esiste anche una razza speciale, i cosiddetti Conoscitori che hanno il potere di riuscire a "riconoscere" i demoni; riescono a vedere oltre la loro fittizia forma umana e riconoscono lo sguardo malvagio di quelle creature demoniache.
I Conoscitori hanno il cosiddetto "sangue forte" che permette loro di non finire vittima dei demoni.


Poi, sopra tutti, si erge, nel bene, la figura del Combattente che è il solo a poter ingaggiare la lotta con i demoni e portarli alla distruzione. Un solo Combattente per città, borgo o metropoli della Terra.


E qui entra in gioco anche la solitudine, l'emarginazione, una vita fatta di incomprensioni e derisione.


Mi sono ispirata all'idea delle Masche piemontesi, persone all'apparenza comuni che, invece, avevano il potere di soggiogare gli "innocenti" facendo loro ogni sorta di male e di dispetti. Esistevano però anche persone dal cosiddetto "sangue forte" che potevano riconoscere le Masche che, su di loro, nulla potevano.

mercoledì 27 luglio 2011

Dal diario di Selene: Missione e attrazione proibita

"Ho una Missione e, da sempre (anche quando, ancora, non ne sapevo nulla), vivo per portarla a termine. Sono determinata, sicura di me e orgogliosa di essere 'diversa', 'prescelta', di essere la Combattente di questo paese.
Ma non sono coerente fino in fondo, non riesco a esserlo e, spesso, mi rimprovero duramente: non posso contravvenire alla regola base, non posso amare e odiare il mio nemico, il Capo dei miei nemici!
Eppure, lo guardo in quelle notti, osservo il suo volto che mi invita e mi sorride, vedo i suoi occhi di rara bellezza... E allora tutto l'odio si consuma e lascia posto a un'attrazione irresistibile che io, puntualmente, assecondo.
E' possibile tutto ciò? 
Posso davvero permettere che accada? 
Perché attendo quelle notti con impazienza?
Non dovrei, lo so, ma è come una calamita che mi attrae e io non so ancora opporre resistenza..."

lunedì 11 luglio 2011

Dal diario di Selene: gli istanti prima di vedere i demoni per la prima volta

"La notte era buia, ma buia davvero, non c'era la luna a illuminare il cammino quella sera: ricordo la fredda terra sotto le ginocchia e i fruscii lontani, lassù nel bosco. Respiravo a fatica, non mi rendevo quasi conto di come mai mi trovassi lì a quell'ora della notte, il cuore mi batteva nel petto come un martello e il fresco venticello notturno mi infastidiva. Cercavo di deglutire, di non pensare, di spostare lo sguardo dalla direzione in cui, invece, avrei dovuto guardare. Tutto intorno il buio, gli occhi faticavano ad abituarsi alla mancanza di luce e la posizione da me assunta per non essere vista e non fare rumore era davvero scomoda. Il torrente alle mie spalle scorreva rapido ma non riuscivo a concentrarmi, a sentirlo correre tra i sassi, ad ascoltarlo come amavo fare. Ero tesa, tremendamente tesa, l'ansia era ormai padrona dei miei pensieri e tremavo in quella notte che avrebbe cambiato il mio destino".

giovedì 7 luglio 2011

intervista a un combattente

Sappiamo che, di norma, c'è un Combattente in ogni paese, borgo, città, metropoli: dico di norma perchè possono passare anni in cui un determinato luogo ne è sprovvisto (con le intuibili conseguenze).
Uno solo, un Combattente soltanto per tenere a bada gruppi sempre più numerosi di demoni; altro fatto, i Combattenti non possono aiutarsi tra loro e non conoscono l'identità dei propri "colleghi".

Oggi pubblichiamo una breve intervista a un Combattente (proprio come la nostra protagonista Selene) che vuole assolutamente rimanere anonimo.

-Quando e come hai scoperto qual'era il tuo destino?
  - Ecco... sono sempre stato... "diverso", diciamo, molto isolato e avevo intuizioni che nessun altro aveva... poi c'erano delle "persone" (ora so che non erano tali) che mi guardavano strano e non mi lasciavano mai in pace ed erano tutti della mia città. E poi mi sentivo libero soltanto lontano dalla mia città e non ne capivo il perchè.

-E quando hai capito la verità?
 -Sono stato avvicinato dal mio... "predecessore" chiamiamolo così, che mi aveva rintracciato (non chiedermi come) e doveva lasciare a me il compito di combattere i demoni (compito che lui non poteva più portare avanti per via dell'età troppo avanzata).
E' stato uno shock, tutto così irreale, tutto così inaspettato, anche se, una volta saputa la verità, chi ero, ho capito tutto della mia vita.

-Cioè?
 -Per esempio la mia "diversità", il mio "sentire le voci" e come mai quelli guardassero strano (ma strano davvero) soltanto me.

-Come vivi adesso?
 -Che dire, le mie priorità sono cambiate, adesso sto sempre in allerta per monitorare i miei nemici demoni e mi preparo alle battaglie in cui posso distruggerli (con grande soddisfazione, aggiungerei).

Presto rivolgeremo alcune domande anche a Selene, la "nostra" Combattente.

martedì 28 giugno 2011

I demoni

I demoni del romanzo hanno intenzione di colonizzare la Terra e di sostituirsi, piano piano, agli umani.

Il loro vero aspetto è quello di esseri antropomorfi, ricurvi su se stessi fino quasi a toccare terra con le braccia penzolanti e mani adunche, trasparenti e il loro corpo è "riempito" da un guizzare continuo di fiamme azzurrine.
I loro occhi sono vuoti, due orbite nere; riescono a vedere e percepire il tutto con l'enorme potere mentale e l'energia che possiedono.
Possono assumere il loro vero aspetto soltanto nelle notti di luna nuova; altrimenti si nascondono sotto spoglie umane e vivono integrati nella società mostrandosi come persone qualsiasi, professionisti, vicini di casa, colleghi, compagni di classe, amici, conoscenti...

Soggiogano le persone che non riescono a riconoscere in loro il male e, con la loro tremenda energia, li fanno ammalare, perdere la via di casa, smarrire nei boschi della valle fino a che, sfiniti dal trovarsi di fronte rovi e burroni, soccombono... e via dicendo.

Solo il Combattente e pochi altri dal cosiddetto "sangue forte" riescono ad accorgersi della vera natura dei demoni.

Il loro Capo... ehi, ma questo è argomento di un nuovo post :) suspence....

venerdì 10 giugno 2011

L'idea di fondo di Notti senza luna

  • - Ma com'è nata l'idea di questo romanzo? Vuoi dire l'idea che mi ha ispirato questa storia?

  • -Sì, proprio questo. Ok perfetto, allora posso dire che ciò che mi ha portato a pensare una storia del genere sono stati i raconti delle "masche" piemontesi.
 
  • Puoi spiegarci meglio? Certo. I demoni o lemuri del mio romanzo sono, possiamo dire, una rivisitazione moderna di ciò che erano le masche in Piemonte nel secolo scorso. Persone con poteri sovvranaturali in grado di soggiogare le altre persone che non riuscivano a rendersene conto. E così sono i demoni del mio romanzo: si nascondono sotto spoglie umane per soggiogare i cosidetti "innocenti" che non riescono a riconoscere in loro la vera identità malvagia.

  • Ho capito. Ottima idea. Pare di capire (e traspare ovviamente dal tuo romanzo) che sei un'appassionata di misteri, leggende, soprannaturale. Hai colto nel segno, lo sono eccome. Sono affascinata da tutti questi temi e, ti dirò, ci credo anche. Il mondo del paranormale per me è realtà.

  • Un'ultima cosa per oggi: la figura dell'anziano prozio ti è stata ispirata da qualcuno? Eh sì. Ho avuto davvero una strana e anziana prozia che viveva, all'alba del 2000, in una casa solitaria sulla cima di una collina, senza acqua calda, senza riscaldamento nè alcuna comodità moderna. Era un personaggio davvero strano che evocava un non so che di misterioso. Era superstiziosa e credeva in qualcosa di sovrannaturale. Un ottimo stimolo per la mia fervida fantasia eheh.

  • Ti ringrazio delle curiosità che hai voluto svelarci oggi. Alle prossime rivelazioni, allora. Certo, questo blog è qui apposta per dire tutto il possibile su questa mia saga fantasy.